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Bonus mobili: guida alla detrazione fiscale
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Bonus mobili: guida con tutte le informazioni utili per fruire dell’agevolazione e le indicazioni da riportare in dichiarazione dei redditi.

Il Bonus Mobili è una agevolazione fiscale collegata alla detrazione per Interventi di Recupero del Patrimonio Edilizio.

In particolare, il Bonus Mobili, è stato introdotto dall’articolo 16, comma 2, del DL n 63/2013 (convertito in Legge n 90/2013).

Questa norma ha esteso la detrazione IRPEF sugli interventi di recupero del patrimonio edilizio, all’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici adibiti all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione.

La Legge n 145/2018 (Legge di Stabilità 2019), ha esteso l’applicazione della normativa sino al prossimo 31 dicembre 2019.

Di seguito la guida all’agevolazione per beneficiare delle detrazioni spettanti, legate al Bonus Mobili.

Bonus Mobili: ambito soggettivo

I contribuenti ammessi a beneficiare della detrazione del Bonus Mobili sono i medesimi contribuenti che fruiscono della detrazione per il recupero del patrimonio edilizio.

Questo aspetto è molto importante in quanto spesso è frutto di domande da parte dei lettori. L’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici non consente alcuna detrazione senza un intervento collegato di recupero del patrimonio edilizio.

L’agevolazione in commento spetta ai:

  • Proprietari degli immobili;
  • Ai titolari di diritti reali sugli immobili (uso, usufrutto, etc).

Deve trattarsi di soggetti titolari del diritto che abbiano sostenuto le relative spese. In generale possono fruire di questa agevolazione:

  • Proprietari o nudi proprietari;
  • Titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
  • Locatari o comodatari;
  • Soci di cooperative divise e indivise;
  • Soci delle società semplici;
  • Imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce.

Ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento. Questo purché tale soggetto sostenga le spese e siano a lui intestati bonifici e fatture.


Bonus Mobili: ambito oggettivo

Il Bonus Mobili può essere fruito sia in caso di effettuazione di interventi edilizi sia su singole unità immobiliari residenziali, sia su parti comuni di edifici residenziali.

Il Bonus può essere fruito in funzione degli acquisti dei beni agevolati finalizzati all’arredo, rispettivamente, delle singole unità immobiliari e delle parti comuni (ad esempio, guardiole, appartamento del portiere, sala adibita a riunioni condominiali, lavatoi, ecc.).

Naturalmente, in caso di ristrutturazione su parti comuni condominiali non è possibile, per i singoli condomini, che fruiscono pro-quota della relativa detrazione, acquistare mobili da destinare all’arredo della propria unità immobiliare.

Il Bonus Mobili può essere fruito anche in caso di interventi legati alla ricostruzione o al ripristino di immobile danneggiato per eventi calamitosi. Questo sempre che sia stato dichiarato lo stato di emergenza.

Stessa cosa, ovvero la spettanza del bonus c’è anche in caso di interventi di ristrutturazione o restauro e risanamento conservativo di interi fabbricati. Interventi eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie. In questo caso la detrazione per gli interventi edilizi, calcolata su un importo pari al 25% del prezzo dell’unità immobiliare, compete al successivo acquirente o assegnatario delle singole unità immobiliari.


Bonus Mobili: limite massimo di spesa

L’ammontare complessivo della spesa agevolabile per l’acquisto di mobili non può essere superiore a € 10.000.

Pertanto, la detrazione IRPEF lorda può arrivare sino al massimo di € 5.000,00. E’ agevolabile, quindi, il 50% della spesa sostenuta.

Con la Circolare n 29/E/2013, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il limite di spesa è riferito alla singola unità immobiliare, comprensiva delle pertinenze, o alla parte comune dell’edificio oggetto dei lavori. Il tutto prescindendo dal numero dei contribuenti che partecipano alla spesa.

Il Bonus Mobili quindi può essere applicato all’acquisto di mobili ed elettrodomestici legati a più unità immobiliari oggetto di intervento di recupero edilizio (Circolare n. 11/E/2014, Agenzia delle Entrate).

E’ importante sottolineare che, grazie all’intervento della Legge n. 190/2014 per il Bonus Mobili è stata eliminata la soglia legata alle spese di ristrutturazione.

Infatti, il comma 2, dell’articolo 16 del DL n 63/2013 ha previsto che la detrazione è computata indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione edilizia.

E’ possibile che le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici siano sostenute anche prima di quelle per la ristrutturazione dell’immobile, a condizione che siano stati già avviati i lavori di ristrutturazione dell’immobile cui detti beni sono destinati.

In altri termini, la data di inizio lavori deve essere anteriore a quella in cui sono sostenute le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici. Tuttavia, non è necessario che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’abitazione.


Bonus Mobili: ripartizione della detrazione

La detrazione IRPEF legata al Bonus Mobili e grandi elettrodomestici deve essere ripartita tra gli aventi diritto in 10 quote annuali di pari importo.

L’importo massimo di ciascuna quota di detrazione annua, quindi, non può superare le € 500,00.

La detrazione spetta fino a concorrenza dell’IRPEF lorda. Pertanto, ove l’imposta lorda risulti insufficiente rispetto alla detrazione fruibile, la stessa per la differenza viene perduta (non è possibile andare a credito).

E’ importante, quindi, che il contribuente che si appresta a fruire di questo Bonus riesca ad avere traccia della propria capienza nell’IRPEF. Altrimenti il Bonus andrà perduto.


Bonus Mobili: modalità di pagamento

I contribuenti devono eseguire i pagamenti mediante bonifici bancari o postali.

Il pagamento deve avvenire con le medesime modalità già previste per i pagamenti dei lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolati (c.d. “bonifici parlanti“).

Il pagamento deve essere effettuato con bonifico bancario o postale effettuato dallo stesso soggetto che beneficia della detrazione per lavori di ristrutturazione edilizia.

Come precisato anche dalla Circolare n. 29/E/2013, dell’Agenzia delle Entrate, è possibile utilizzare anche carte di credito o di debito (come ad esempio i bancomat).

In questo caso:

  • La data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta di credito o di debito da parte del titolare, evidenziata nella ricevuta telematica di avvenuta transazione, e non nel giorno di addebito sul conto corrente del titolare stesso;
  • La spesa è documentata, oltre che dall’estratto conto, anche dalla ricevuta della transazione.

Non è consentito, invece, effettuare il pagamento mediante assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento.

Fattura o Scontrino fiscale

Per fruire della detrazione il soggetto che sostiene la spesa deve conservare Fattura o Scontrino fiscale.

Nel caso in cui venga rilasciato lo scontrino questi deve riportare il codice fiscale dell’acquirente e l’indicazione della natura, quantità e qualità dei beni acquistati. Vedi la Circolare n. 11/E/2014.

Lo scontrino che non riporta il codice fiscale dell’acquirente può comunque consentire la fruizione della detrazione se contiene la natura, quantità e qualità dei beni acquistati e se è possibile identificare l’acquirente in base alla corrispondenza dei dati di pagamento.


Dichiarazione dei redditi e Bonus Mobili

Nel modello 730 (quadro E) e nel modello Redditi PF (quadro RP) è possibile indicare i dati utili per fruire della detrazione IRPEF per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (bonus mobili).

La sezione da compilare riguarda un unico rigo, sul quale deve essere indicato:

Nei campi 1 e 3 la spesa sostenuta (entro il limite di € 10.000,00) per ciascuna unità abitativa oggetto di ristrutturazione;

Nei campi 2 e 4 l’importo della rata (1/10 dell’importo di campo 1 e 3);

Inoltre, nel campo 5 il totale degli importi indicati nei campi 2 e 4. Su tale importo deve essere calcolata la detrazione spettante (50%).

In presenza di un numero superiore a 2 immobili oggetto di ristrutturazione vanno compilati ulteriori quadri.

Acquisti agevolabili per il Bonus

La detrazione spetta per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2019 per l’acquisto delle seguenti tipologie di beni:

Mobili

Si tratta delle seguenti tipologie di beni: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione di classe energetica non inferiore alla A+ (A per i forni), come rilevabile dall’etichetta energetica.

L’acquisto è comunque agevolato per gli elettrodomestici privi di etichetta, a condizione che per essi non ne sia stato ancora previsto l’obbligo.

Grandi elettrodomestici

Si tratta delle seguenti tipologie di beni: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, forni a microonde piastre riscaldanti elettriche apparecchi elettrici di riscaldamento radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento.

Tra le spese da portare in detrazione si possono includere quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati.

Esempio detrazione Bonus Mobili

Ipotizziamo che un soggetto effettui spese per ristrutturazione di un immobile, nell’anno X, pari a € 60.000,00.

Successivamente procede all’acquisto di alcuni mobili per un ammontare complessivo di €. 12.000,00.

In tal caso, il contribuente potrà usufruire delle seguenti detrazioni IRPEF:

  • Spese ristrutturazioni: 60.000 x 50% = € 30.000,00;
  • Spese acquisto mobili: 10.000 (plafond massimo) x 50% = € 5.000,00.

con una detrazione d’imposta da indicare a partire dalla dichiarazione dei redditi pari a:

  • Quota detrazione spese ristrutturazioni: €. 30.000 / 10 = €. 3.000,00;
  • Quota detrazione spese acquisto mobili: €. 5.000 / 10 = €. 500,00

per un totale di risparmio d’imposta pari a € 3.500,00.


Bonus Mobili: conclusioni

L’agevolazione fiscale legata all’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici è una iniziativa volta ad alimentare l’indotto del mercato immobiliare.

Attraverso la ristrutturazione edilizia ed il risparmio energetico il legislatore ha introdotto due importanti bonus legati al mondo edile.

Per invogliare ancora di più i proprietari di immobili ad eseguire questo tipo di interventi si è pensato ad un ulteriore bonus fiscale legato all’indotto del settore. Mi riferisco al mercato dei mobili e degli elettrodomestici.

In questi anni, dall’introduzione il Bonus Mobili è stato molto sfruttato da parte dei contribuenti. Alcuni dei quali pensavano (e spesso pensano tutt’ora) che questa sia agevolazione slegata dalla ristrutturazione edilizia.

Così non è, infatti, i due bonus sono legati tra loro, e solo un’intervento su un immobile residenziale può portare all’ottenimento del Bonus Mobili.

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